Nel corso di un’intera giornata di pratica, esploriamo quattro momenti di Danza, espressione di un movimento libero e consapevole, senza interferenze mentali e in sincronia con il respiro, percorrendo un ciclo di quattro tracce musicali originali, create espressamente per il LAB dal musicista Igor Milanesi. Queste quattro Danze si alterneranno a momenti di Dialogo, dove si darà vita a una comunicazione e condivisione che emerge dalla Danza per poi successivamente rimmergersi in essa.

La prima Danza, parte lenta, con suoni delicati, morbidi, che aprono. Il ritmo gradualmente aumenta, con percussioni più veloci, che restano sempre morbide, per poi osare portare in campo anche voci e sonorità di più alta frequenza. Il corpo viene in qualche modo teleguidato da questo crescendo, si muove anche se non vuole, se così si può dire. La fase più intensa si sviluppa su un intervallo di tempo ponderato, né troppo corto, né troppo lungo, per poi condurre a una discesa armonica, che accompagna alla fase finale.

La seconda Danza parte anch’essa in modo splendidamente lento, è come un cuore che pulsa, come delle esplosioni in lontananza, o un pachiderma che solca la terra, milioni di anni fa. Ci sono suoni di altri mondi, di altre costellazioni. C’è un senso di dilatazione spaziale, e percettiva, nel modo in cui alcune frequenze avvolgono l’ascoltatore. Gli strumenti a corda, che subentrano per arricchire l’esperienza percettiva, le corde pizzicate, l’effetto di riverbero, dilatano ancora di più l’esperienza. A tratti alcune sonorità sembrano mimare il verso di possenti animali sottomarini, mentre il suono di sintesi evoca scenari fantascientifici. Si è cullati, portati dalla lunghissima “prima fase”, poi, subentra una percussione. Sembra solo una sottolineatura, invece è il preludio di un crescendo dove molto rapidamente tutto si riempie di suoni, con il ritmo che diventa una forza leggera ma incalzante, che non ti molla. In breve tempo, ci sono sonorità ovunque, in un sublime stato di sovrapposizione. Se si cerca una via di fuga, non la si trova, anzi, la densità aumenta, fino all’arrivo anche delle voci. Per un momento, si potrebbe percepire una sorta di impossibilità nel proseguire ancora a lungo così, in un ricamo sonoro così ricco, ma emerge anche un momento di prescienza, la sensazione chiara che qualcosa deve per forza accadere. Prescienza o preghiera, quello che deve accadere accade, l’intensità scende, si scollina, e si comincia a sperimentare la brezza fresca della discesa, verso un maggiore spazio tra i suoni, in una sorta di movimento a moviola rispetto a quanto si è sperimentato nella prima fase. Si genera a questo punto un piacere, che cresce nella misura in cui diventa chiaro che quell’onda altissima è passata, che ora c’è la sua lunga coda, sulla quale possiamo osservare gli effetti che quel piccolo tsunami ha prodotto. Tutto si rilassa, è una discesa ampia e vellutata. Un abbraccio che ci conduce per mano fino alla dissoluzione di ogni suono.

La terza Danza è forse quella che chiede di più al danzatore. Sembra infatti portarti sulla sua onda, o sulle sue onde, ma poi, in qualche strano modo, manca di farlo, come se le onde apparissero tali ma non fossero poi realmente presenti, tanto che il danzatore deve attivamente cercare un proprio ritmo personale, una propria spinta, all’interno della pienezza e densità dei colori che vengono offerti, che sembrano suggerire un apice il quale, però, in qualche modo non arriva mai, trasformandosi in un plateau senza soluzione di continuità. È necessario attivare energie proprie, per sostenere l’intensità, per creare un ordine nell’ordine solo apparente, per inserire spazi e ritmi in quel procedere incessante, e ogni volta è come superare un limite. O allora, scegliere di fermarsi ed arrendersi, entrando semplicemente in ascolto, con il corpo quasi fermo, per poi provare a ripartire. Anche nei momenti dove si intravvedono delle pause, dove la sonorità diventa più lenta, e sensuale, dove c’è l’idea di potersi davvero concedere un momento di respiro, lo spazio sonoro viene nuovamente rapidamente invaso, lasciando senza difese. Come scrive Sara:

Like a battle that turns into a dance
At some point it let me with no defense
I totally lost my ability to push life
Towards a predetermined point of light

In altre parole, questa traccia chiede al danzatore di trovare una sua traiettoria, una sua alternanza tra pieni e vuoti, promuovendo una vera e propria sfida in termini esperienziali.

Nella quarta e ultima Danza, il tracciato musicale si fa più dilatato, dialogando con la poesia di Sara. In ogni momento, il danzatore può scegliere se sintonizzarsi sulla voce che recita strofe cariche di significato, o sulla musica, o su entrambe, in un progredire uniforme, lento e ovattato, che favorisce l’integrazione armonica delle esperienze vissute nel corso della giornata.

Lingua: Italiano (se necessario, alcune indicazioni potranno essere fornite anche in Francese o inglese).

Dove: Nella SALA MAMMUT, presso gli spazi di AREA 302, in via Cadepiano 18, Barbengo.

Data: Domenica 19 febbraio 2023.

Orario: Dalle 10:00 alle 18:00 circa.

Iscrizione: Per essere valida l’iscrizione deve essere confermata. Se si partecipa per la prima volta a un’attività del LAB, è richiesto un breve colloquio telefonico. Per iscriversi, scrivere a: autoricerca@gmail.com, indicando nome, cognome e numero di telefono. Il seminario ha luogo solo se raggiunto il numero minimo di partecipanti.

Requisiti: Nessuno in particolare, salvo la capacità di praticare con discernimento e in modo responsabile, tenendo sempre conto dei propri limiti e livello di esperienza.

Contributo: 120 fr. (100 fr. per i frequentatori del LAB e dei seminari SPHERA)

Abbigliamento: Indumenti comodi, adatti alle pratiche corporee. È possibile cambiarsi sul posto ma non effettuare la doccia. A seconda della stagione e delle giornate la temperatura della sala potrebbe fluttuare. Prevedere sempre la possibilità di aggiungere o togliere uno strato.

Pausa pranzo: Per la pausa pranzo, è consigliato rimanere al LAB. A tal fine, i partecipanti porteranno un contenitore con il proprio pranzo già preparato. Sarà disponibile un frigo, e per scaldare un forno tradizionale, o un microonde (prevedere un contenitore adatto).

Con: Massimiliano Sassoli de Bianchi

Osservazione: Il LAB è una struttura privata le cui attività si svolgono unicamente in incontri individuali, o tra piccoli gruppi di persone che si conoscono e sono note all’organizzatore. La natura delle pratiche proposte non è compatibile con l’uso delle mascherine.